Capire se un sistema interfonico funziona come previsto nel giorno della consegna è tutto sommato semplice: è sufficiente un collaudo. Ma ci sono aspetti che, pur essendo meno immediati, sono altrettanto importanti. In alcuni casi, come vedremo, lo sono addirittura più del funzionamento del sistema per sé. La cybersecurity deve creare le condizioni perché il sistema interfonico continui a farlo in sicurezza anche negli anni successivi, mentre cambiano il software, le integrazioni e le tecniche di attacco.
Se pensiamo che si tratti solo di un esercizio di stile o un adempimento normativo, l’attualità ci insegna che siamo fuori strada. Come riportano il Corriere e numerosi siti internazionali (qui un esempio), telecamere IP e altri dispositivi connessi, compresi i citofoni smart, sono entrati anche nelle attività di spionaggio legate alla guerra ibrida: attori statali russi li hanno compromessi per raccogliere informazioni sulle rotte logistiche e sui movimenti militari nei Paesi europei.
Questo modifica radicalmente il modo in cui si valuta un sistema interfonico IP. Password robuste, autenticazione multifattore e firmware aggiornato sono misure necessarie, ma descrivono soltanto una parte della protezione. La sicurezza dipende anche da come il prodotto è stato progettato, da quali controlli sono stati applicati durante lo sviluppo e dalla capacità di gestire vulnerabilità, patch e fine vita. Deve quindi essere sistemica e accompagnare l’intera vita operativa dell’infrastruttura.


