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Terminale interfonico in acciaio inox con pulsante di emergenza e sticker EN 62820-2.

Spazi Calmi: ambiente protetto conforme alle normative

Negli ambienti sanitari e di custodia, nelle scuole e in generale dove numerose persone trascorrono molto tempo, la gestione delle situazioni di crisi richiede spazi progettati con criteri rigorosi, misurabili e verificabili. Gli spazi calmi nascono con questo obiettivo: offrire un ambiente protetto, controllato e monitorato, capace di ridurre l’escalation emotiva e garantire la sicurezza, in particolare di persone fragili o con particolari necessità, operatori e strutture. La norma CEI EN IEC 62820-3-2 definisce in modo puntuale i requisiti funzionali, tecnologici e ambientali che questi spazi devono rispettare, trasformando una stanza in un dispositivo di sicurezza certificabile.

Nel contesto delle soluzioni per la sicurezza e la comunicazione in ambito sanitario e penitenziario, lo spazio calmo viene oggi concepito come parte integrante di un sistema più ampio di gestione delle emergenze e delle situazioni critiche

La norma CEI EN IEC 62820-3-2: perimetro e requisiti

La CEI EN IEC 62820-3-2 si inserisce nel quadro normativo europeo dedicato ai sistemi di comunicazione e sicurezza negli edifici. Per gli spazi calmi, la norma stabilisce requisiti su affidabilità della comunicazione tra la persona all’interno e il presidio di controllo, continuità di servizio anche in condizioni di guasto o emergenza, tracciabilità degli eventi, inclusa la registrazione delle interazioni, e integrazione con sistemi di supervisione e procedure operative.

Il punto centrale è l’approccio sistemico: lo spazio calmo è un nodo di un’infrastruttura di sicurezza che comprende interfonia, segnalazioni, supervisione e protocolli di intervento. Non solo un “luogo di emergenza”, quindi, e non solo un adempimento normativo. Questa impostazione risponde in modo diretto alle esigenze di strutture complesse come ospedali istituti di detenzione e scuole, anche in presenza di situazioni di particolare svantaggio,  dove la gestione coordinata delle informazioni è determinante.

Funzionalità chiave: comunicazione, segnalazione, registrazione

Un ambiente conforme alla CEI EN IEC 62820-3-2, insomma, deve integrare funzioni precise e verificabili.

La comunicazione bidirezionale continua è uno degli elementi centrali. Deve essere sempre disponibile, a mani libere e con qualità vocale elevata, così da consentire un dialogo immediato e rassicurante tra la persona in crisi e il personale di controllo. L’assenza di complessità operative riduce il rischio di ulteriore agitazione e consente agli operatori di mantenere il presidio della situazione.

Accanto alla comunicazione, la segnalazione dello stato dello spazio calmo riveste un ruolo operativo rilevante. Indicatori visivi e strumenti di controllo permettono di identificare rapidamente se la stanza è occupata, se è attiva una richiesta di assistenza o se è in corso una comunicazione. Queste informazioni devono essere disponibili anche a livello di supervisione centrale.

La registrazione delle comunicazioni e degli eventi completa il quadro funzionale. La possibilità di disporre di uno storico strutturato supporta le attività di audit interno, la tutela degli operatori e l’ottimizzazione delle procedure di intervento, in coerenza con quanto previsto dalla norma.

Design ambientale: illuminazione, acustica, materiali

Oltre agli aspetti tecnologici, la CEI EN IEC 62820-3-2 richiama l’attenzione sulla progettazione dell’ambiente fisico.

L’illuminazione deve essere uniforme, priva di abbagliamenti e, quando possibile, regolabile. Una corretta gestione della luce contribuisce a ridurre gli stimoli stressogeni e favorisce un clima di maggiore controllo emotivo, particolarmente importante se consideriamo che i fruitori potrebbero avere particolari fragilità anche dal punto di vista cognitivo.

L’acustica dell’ambiente incide direttamente sull’efficacia della comunicazione bidirezionale. Materiali fonoassorbenti e una progettazione attenta dei volumi riducono riverberi e rumori indesiderati, migliorando l’intelligibilità del parlato e la qualità dell’interazione.

I materiali e le finiture devono rispondere a requisiti di sicurezza passiva stringenti: superfici anti-vandalo, assenza di elementi rimovibili o pericolosi, spigoli arrotondati. Al tempo stesso, il design deve evitare soluzioni che richiamino ambienti di contenzione, privilegiando un approccio funzionale e rispettoso della persona.

Ambiti applicativi degli spazi calmi certificati in contesto antincendio

Nel contesto della sicurezza antincendio, gli spazi calmi assumono una funzione specifica: costituire aree sicure temporanee destinate all’attesa assistita di persone che non possono evacuare autonomamente. In edifici complessi come ospedali, strutture sanitarie, RSA, scuole, centri direzionali e infrastrutture aperte al pubblico, lo spazio calmo diventa parte integrante della strategia di gestione dell’emergenza incendio.

La progettazione di questi ambienti si integra con il piano di emergenza ed evacuazione e con le prescrizioni del Codice di Prevenzione Incendi. Lo spazio calmo deve essere compartimentato rispetto alle aree a rischio, garantire resistenza al fuoco adeguata, accessibilità per persone con mobilità ridotta e soprattutto un sistema di comunicazione conforme alla CEI EN IEC 62820-3-2, capace di assicurare un collegamento continuo con il centro di controllo o con la squadra di emergenza.

La comunicazione bidirezionale in caso di incendio non ha una funzione meramente informativa: consente di confermare la presenza di persone nello spazio calmo, monitorarne le condizioni, fornire istruzioni operative e coordinare le operazioni di soccorso. La tracciabilità delle comunicazioni e degli eventi permette inoltre di documentare le fasi della gestione dell’emergenza.