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女士按下电梯按钮,控制面板上集成的对讲系统清晰可见。

Allarmi Ascensori: Comunicazione di Emergenza Conforme a EN 81-28

La sicurezza degli ascensori è un tema ampio, molto più di quanto non appaia in superficie. Spesso quando la si tratta l’attenzione tende a concentrarsi sugli aspetti meccanici, elettrici o sulla manutenzione dell’impianto in senso stretto. Tutti argomenti indispensabili, che però non tendono conto di uno dei punti più delicati: la comunicazione di emergenza. Nel momento in cui una persona resta bloccata in cabina o c’è un guasto, il sistema di allarme diventa il collegamento che permette di segnalare l’evento, rassicurare il passeggero, trasferire le informazioni essenziali al centro di assistenza e attivare l’intervento nel più breve tempo possibile. Aspetti regolati dalla norma EN 81-28, riferimento tecnico fondamentale per i sistemi di allarme ascensore.

Il suo obiettivo è garantire che, in caso di emergenza, il passeggero possa stabilire una comunicazione efficace con un centro di soccorso e che questa comunicazione sia affidabile, verificabile e mantenuta efficiente nel tempo. Un pulsante di allarme in cabina, quindi, non è sufficiente. Serve un sistema completo, in grado di gestire la chiamata, identificare l’impianto, fornire un ritorno informativo all’utente e soprattutto mantenere la propria funzionalità attraverso controlli periodici e procedure di test.

Che cosa richiede davvero la EN 81-28

La EN 81-28 disciplina i sistemi di telesoccorso per ascensori, cioè le soluzioni che permettono di attivare una comunicazione di emergenza dalla cabina verso un centro presidiato o comunque verso un’infrastruttura organizzata per la gestione degli allarmi. La norma si concentra sulla comunicazione bidirezionale: il passeggero deve poter parlare con un interlocutore esterno e ricevere conferma che la richiesta di aiuto è stata presa in carico.

Questo aspetto è più importante di quanto sembri. In una situazione problematica e di stress, chi si trova in cabina deve sapere che il messaggio è arrivato, deve poter ricevere istruzioni e deve avere la possibilità di comunicare il proprio stato. Per questo i dispositivi emergenza per ascensori conformi alla norma integrano funzioni di viva voce, pittogrammi di stato e dispositivi di monitoraggio che verificano costantemente il corretto funzionamento del sistema.

La norma impone anche un controllo periodico automatico del dispositivo. È un punto tecnico molto rilevante, perché sposta il baricentro dalla semplice installazione alla continuità operativa della conformità. Un sistema può funzionare perfettamente il giorno della messa in servizio, ma se non viene monitorato rischia di non essere disponibile proprio nel momento in cui serve. Da qui deriva l’importanza di soluzioni che eseguano test automatici, controlli del pulsante di allarme e monitoraggio di linea, altoparlante e microfono.

Audio bidirezionale e intelligibilità: il primo requisito reale

Nella pratica, la qualità del canale audio è il primo vero requisito operativo di un allarme ascensore. Un collegamento formalmente attivo ma con audio disturbato, basso o poco intellegibile genera ritardi, incomprensioni e in alcuni casi anche errori nella gestione dell’emergenza.

Per questo le soluzioni più evolute investono in modo particolare sull’intelligibilità. Per esempio il terminale Y-LIFT-S-D-ENK, progettato per comunicazioni negli ascensori conformi alla EN 81-28, dispone di funzioni come OpenDuplex, monitoraggio audio, controllo automatico del pulsante di chiamata di emergenza, qualità vocale a 16 kHz e un valore di Speech Transmission Index molto elevato. Tradotto in termini progettuali, significa puntare a una conversazione più naturale, comprensibile e stabile, anche in condizioni non ottimali.

Questo punto interessa direttamente anche il manutentore e il gestore dell’impianto. Se la norma richiede una comunicazione di emergenza efficace, la progettazione del sistema non può prescindere da caratteristiche come soppressione del rumore, regolazione del volume e controllo continuo dei componenti audio. 

Posizione automatica e identificazione dell’impianto

Un secondo tema fondamentale riguarda la corretta identificazione dell’ascensore che ha generato l’allarme. Quando una centrale gestisce più impianti, anche distribuiti su edifici differenti, la tempestività dell’intervento dipende dalla capacità di capire subito da dove arriva la chiamata.

La posizione automatica non va intesa solo come localizzazione “fisica” nel senso stretto del termine, ma come identificazione univoca dell’impianto, della cabina e del punto di chiamata. In un sistema moderno, questo significa associare ogni evento a un’anagrafica precisa, a una console di controllo e possibilmente a una visualizzazione che permetta all’operatore di individuare rapidamente l’origine della chiamata.

È proprio qui che emerge il valore dell’integrazione con una piattaforma centralizzata. I prodotti Commend per edifici multifunzionali e ambienti complessi, offrono la possibilità di far convergere le comunicazioni provenienti da ascensori, ingressi, help point e spazi calmi in un unico sistema, con possibilità di controllo centralizzato, visualizzazione e gestione coordinata. Per il committente questo si traduce in tempi di risposta più brevi, riduzione degli errori operativi e maggiore uniformità nelle procedure.

Integrazione con sistemi di comunicazione e infrastruttura di controllo

Un allarme ascensore conforme oggi ha senso soprattutto se viene inserito in un’architettura più ampia. La cabina, da sola, non risolve nulla: serve il collegamento con il server interfonico, con la postazione operatore, con eventuali sistemi telefonici, con la supervisione dell’edificio e, in alcuni casi, anche con piattaforme di building management o videosorveglianza. La sicurezza, anche dal punto normativo, è un concetto sempre più integrato, in cui ogni sistema contribuisce e supporta le funzioni degli altri. 

Questo è uno dei motivi per cui i sistemi IP hanno progressivamente assunto un ruolo così rilevante. L’integrazione con altri sistemi di comunicazione, terminali di controllo, dispositivi SIP e infrastrutture di rete consente di trattare l’allarme ascensore come parte di un sistema di sicurezza più ampio: un modello in cui la gestione delle chiamate, l’instradamento verso più postazioni, la registrazione eventi e il monitoraggio delle funzioni possono essere centralizzati. Per Commend questo approccio passa attraverso server interfonici e moduli specifici per ascensori.

Un ulteriore aspetto particolarmente importante riguarda la gestione delle chiamate d’emergenza direttamente da una postazione di controllo interna all’edificio, soprattutto quando si tratta di ambienti complessi come aeroporti, ospedali o grandi sedi aziendali. In questo tipo di spazi la presenza di numerosi ascensori e un elevato afflusso di persone rende indispensabile una risposta tempestiva, sia per liberare rapidamente chi si trova bloccato in cabina, sia per mettere fuori servizio l’impianto fino all’intervento della ditta incaricata. L’affidamento esclusivo a operatori remotizzati, spesso previsto dai produttori per ottimizzare i costi, può infatti comportare ritardi non compatibili con le esigenze di sicurezza di strutture ad alta densità. In caso di emergenza, non è accettabile dipendere da tecnici esterni, la cui disponibilità e tempi di intervento sono soggetti a variabili come traffico, imprevisti o guasti ai mezzi di trasporto; l’organizzazione interna deve essere in grado di garantire una gestione efficace e immediata dell’allarme: un sistema di comunicazione integrato permette di risolvere anche questo problema attraverso la possibilità di contattare in sequenza diverse postazioni di controllo, dalla più vicina alla più distante.

Tempi di risposta: un fattore tecnico e organizzativo

La conformità normativa, oltre alla dotazione hardware, prende in considerazione anche i tempi di risposta, che dipendono anche dall’organizzazione del servizio. Un buon terminale in cabina non basta se la chiamata arriva a una struttura incapace di gestirla con continuità.

Per questo la progettazione di un sistema di allarme ascensore dovrebbe sempre considerare almeno tre livelli. 

  • Il primo è il terminale di cabina, che deve garantire attivazione corretta dell’allarme, qualità audio e feedback allo stato della chiamata. 
  • Il secondo è l’infrastruttura di trasporto e controllo, che deve instradare l’evento in modo affidabile. 
  • Il terzo è il centro di ricezione, che deve essere organizzato per prendere in carico la segnalazione senza ritardi.

In ambienti complessi, la possibilità di indirizzare la chiamata verso una o più postazioni, con logiche di priorità e ridondanza, è un elemento molto utile. Riduce i colli di bottiglia e permette di mantenere la disponibilità del servizio anche in caso di guasto o indisponibilità di una singola postazione.

Verifiche periodiche e manutenzione: il punto che fa la differenza

Uno degli aspetti più interessanti della EN 81-28 è l’attenzione alla verifica periodica del sistema. Qui si vede bene la differenza tra un impianto pensato solo per “essere installato” e uno pensato per rimanere conforme nel tempo.

I terminali di chiamata devono essere ispezionati e testati regolarmente: le soluzioni Commend permettono di realizzare molti di questi controlli in modo automatico, in modo da ridurre lo sforzo necessario per la manutenzione. Lo stesso terminale Y-LIFT-S-D-ENK prevede questa funzionalità di controllo automatico del pulsante e monitoraggio delle funzioni.

In altre parole, la norma prevede adempimenti ulteriori oltre alla verifica visiva del dispositivo. La manutenzione deve comprendere almeno il controllo dello stato del pulsante di allarme, della linea di collegamento, del microfono, dell’altoparlante e del corretto esito delle chiamate di prova. In un sistema ben progettato, una parte importante di queste attività viene automatizzata, mentre il manutentore si concentra sulle anomalie reali e sulle verifiche documentali.

Questo approccio ha due vantaggi. Il primo è tecnico: aumenta la probabilità che il sistema sia effettivamente disponibile quando serve. Il secondo è economico: riduce il tempo speso in controlli manuali ripetitivi e rende più efficiente la manutenzione.

La comunicazione di emergenza negli spazi calmi

Non dobbiamo dimenticare inoltre che la normativa italiana sugli spazi calmi, il Codice Prevenzione Incendi, li identifica come luoghi sicuri temporanei in cui gli occupanti possono attendere assistenza per completare l’esodo, con riferimenti anche alla necessità di dotarli di strumenti di comunicazione. 

Anche in questo caso la logica è la stessa: chi si trova in un punto di sicurezza temporanea deve poter segnalare la propria presenza e richiedere assistenza ai soccorritori attraverso un sistema di comunicazione bidirezionale. 

Questo aspetto è particolarmente interessante per progettisti e gestori di edifici complessi. Grazie all’approccio unificato alla comunicazione d’emergenza questa può essere progettata in modo coerente su più fronti: ascensori, spazi calmi, help point, ingressi e altri punti critici possono convergere in una o più control room. Dal punto di vista tecnico è una scelta molto razionale, perché uniforma le logiche di supervisione, test, manutenzione e risposta.

Un sistema di allarme ascensore oggi è parte della sicurezza di edificio

L’idea da cui partire è semplice: l’allarme ascensore non va più considerato come un piccolo sottosistema indipendente. Oggi fa parte dell’infrastruttura di comunicazione di emergenza dell’edificio. La EN 81-28 impone requisiti precisi, ma il vero salto di qualità avviene quando questi requisiti vengono letti all’interno di una piattaforma integrata, con controllo centralizzato, test automatici, manutenzione strutturata e collegamento con altri punti sensibili come gli spazi calmi.

Per chi progetta o gestisce un edificio, questo significa cambiare prospettiva. L’attenzione si sposta dal dispositivo all’intera catena di comunicazione, che deve essere in grado di supportare una risposta efficace, documentata e ripetibile. È su questo terreno che si misura la qualità reale di una soluzione conforme.