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Sistemi di allarmi per Ospedali: comunicazione di emergenza affidabile con Commend

Cosa rende un allarme efficace? Anche se in termini generali possiamo identificare caratteristiche comuni, la risposta può cambiare, e molto, in funzione del contesto. Per esempio, in un ospedale un allarme ha valore soltanto se arriva alla persona giusta, viene compreso senza ambiguità e produce una risposta coerente con la situazione. Tra reparti di degenza, sale operatorie, pronto soccorso, locali tecnici, parcheggi e aree aperte al pubblico, la difficoltà consiste proprio nel fare in modo che a segnali diversi corrispondano comunicazioni subito utilizzabili e risposte adeguate. 

Per questo un sistema di allarmi per ospedali non può essere trattato come una semplice combinazione di pulsanti, sirene e altoparlanti. Per funzionare deve offrire la giusta interazione fra  sistemi interfonici, diffusione sonora, controllo accessi, videosorveglianza e procedure operative, lasciando alla control room la possibilità di conoscere origine e natura dell’evento e di comunicare direttamente con l’area interessata.

Questa è la base dell’approccio Commend per le strutture sanitarie, dove lo stesso ambiente tecnologico può gestire comunicazioni ordinarie e situazioni di emergenza, integrandosi con infrastrutture e sistemi di terze parti.

Sistema di allarmi per ospedali: gestire eventi diversi sulla stessa infrastruttura

Nelle strutture sanitarie, non possiamo fermarci genericamente a parlare di allarmi. Una richiesta di rianimazione, un principio di incendio, un’aggressione a un infermiere e la chiamata proveniente da uno spazio calmo hanno priorità, destinatari e procedure completamente differenti. Mai come in questo caso, insomma, principi di base dell’organizzazione come importanza e urgenza acquisiscono significato.

Per questo la piattaforma deve identificare l’origine dell’evento, associargli una priorità e attivare il workflow previsto. Un allarme proveniente da un reparto può, per esempio, aprire automaticamente il canale interfonico corrispondente e richiamare sulla postazione dell’operatore il video della telecamera presente nell’area. Lo stesso evento può generare notifiche, annunci oppure comandi verso altri sistemi di sicurezza. Questa integrazione tra interfonia, CCTV, controllo accessi, antintrusione e gestione delle emergenze è uno degli elementi fondanti della nostra architettura per gli ambienti sanitari.

Anche la diffusione sonora assume quindi una funzione più evoluta. Gli annunci possono essere indirizzati per zone, differenziati in base all’evento e utilizzati per fornire istruzioni operative a personale, pazienti e visitatori. La comunicazione bidirezionale permette invece alla centrale di verificare ciò che sta accadendo prima di decidere come intervenire.

Codice rosso, blu, giallo e bianco: attenzione alle procedure locali

I codici colore sono molto diffusi in ambito sanitario, ma non esiste una corrispondenza universale tra colore ed evento. È una distinzione importante quando si progetta un sistema di allarme.

Il codice rosso può identificare una condizione di massimo pericolo. Solitamente nel triage sanitario il rosso indica l’emergenza con compromissione delle funzioni vitali; Il codice blu viene associato in numerosi contesti all’arresto cardiaco e alla conseguente attivazione della squadra di emergenza, ma anche in questo caso non è una definizione standardizzata. Anche codice giallo e codice bianco cambiano significato secondo il protocollo adottato.

Per il progettista questo significa che è la procedura ospedaliera a definire il comportamento del sistema, e non il contrario. Commend permette di configurare chiamate, priorità, destinatari, annunci e automatismi secondo il piano di emergenza adottato dalla struttura.

Panic button e protezione del personale sanitario

La sicurezza riguarda anche chi lavora nei reparti e nelle aree aperte al pubblico. Non sono rari nella cronaca casi di violenza nel settore sanità e assistenza sociale. 

Un panic button collegato al sistema interfonico permette al personale di generare rapidamente una richiesta di assistenza, anche in forma discreta. La piattaforma può identificare la postazione da cui proviene la chiamata, informare security o control room, aprire un collegamento audio e, dove previsto, richiamare il video dell’area.

Commend prevede proprio questa possibilità nei sistemi ASBIS dedicati agli edifici ad elevati requisiti di sicurezza: la richiesta può essere generata premendo un pulsante e instradata verso chi deve intervenire.

Un allarme silenzioso è particolarmente utile in pronto soccorso, accettazione, psichiatria e negli altri ambienti dove una segnalazione acustica esplicita potrebbe aumentare la tensione. Abbiamo già affrontato questo argomento in un approfondimento sui sistemi di sicurezza integrata per ospedali e spazi critici.

Spazi calmi: dalla chiamata SOS alla gestione dell’allarme

Negli spazi calmi, la comunicazione bidirezionale diventa a tutti gli effetti una componente del sistema di gestione degli allarmi. La persona in attesa di assistenza deve poter segnalare la propria presenza alla centrale e, soprattutto, mantenere un contatto vocale con l’operatore o con i soccorritori. Per questa applicazione proponiamo terminali SOS conformi alle EN 62820-2 ed EN 62820-3-2, dotati di pulsante di chiamata d’emergenza protetto contro attivazioni improprie, comunicazione vivavoce e sistemi di monitoraggio funzionale di altoparlante, microfono e collegamento al server interfonico. Alcuni terminali della gamma WS 200 SOS permettono di programmare i pulsanti per effettuare chiamate dirette verso le postazioni previste dal piano di emergenza.

In questa architettura, quindi, l’attivazione del terminale genera una richiesta di assistenza che viene instradata verso il personale incaricato e apre un canale di comunicazione con lo spazio calmo. La gestione centralizzata consente all’operatore di ricevere la chiamata e fornire indicazioni alla persona in attesa, mantenendo la comunicazione durante le procedure di evacuazione. A questo si aggiunge il controllo automatico programmabile del funzionamento dei componenti del sistema, utile perché un dispositivo destinato prevalentemente alle emergenze deve poter segnalare preventivamente eventuali anomalie. L’approccio è già applicato in ambito ospedaliero: nell’IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio del Gruppo San Donato, il sistema Commend gestisce 143 spazi calmi equipaggiati con terminali Y-WS201SOSVI conformi alla EN 62820-3-2, all’interno della stessa piattaforma utilizzata per le altre comunicazioni ordinarie e di emergenza della struttura.

Spazi calmi e comunicazione bidirezionale secondo EN 62820-3-2

In una struttura sanitaria l’evacuazione richiede particolare attenzione in presenza di persone con capacità motorie ridotte, temporaneamente o permanentemente. Il Codice di prevenzione incendi definisce lo spazio calmo come un luogo sicuro temporaneo nel quale gli occupanti possono attendere assistenza. Il paragrafo S.4.9.1 richiede espressamente la presenza di un sistema di comunicazione bidirezionale attraverso il quale chi si trova nello spazio possa segnalare la propria presenza e richiedere assistenza ai soccorritori.

Sul piano tecnologico, la CEI EN IEC 62820-3-2 disciplina i sistemi avanzati di intercomunicazione di edificio ASBIS destinati agli edifici pubblici e privati con elevate esigenze di sicurezza. La norma considera anche la protezione delle persone con disabilità e copre pianificazione, installazione, messa in servizio, funzionamento e manutenzione dei sistemi di comunicazione di emergenza.

Per un sistema destinato agli spazi calmi diventano quindi importanti comunicazione bidirezionale, supervisione dell'infrastruttura e intelligibilità dell'audio. Il terminale deve permettere all’operatore di sapere dove si trova la persona e di mantenere il contatto durante la gestione dell’evacuazione.

Conformità normativa nelle strutture sanitarie

La progettazione deve essere inserita nel più ampio sistema di sicurezza dell’ospedale. In Italia il riferimento storico per la prevenzione incendi nelle strutture sanitarie è il DM 18 settembre 2002, aggiornato dal DM 19 marzo 2015; l’applicabilità delle diverse regole tecniche deve essere valutata in base alle caratteristiche e al regime normativo della singola struttura.

A queste prescrizioni si aggiungono gli standard applicabili ai singoli sottosistemi. Per le comunicazioni avanzate di sicurezza entra in gioco la famiglia EN IEC 62820; per gli spazi calmi il progetto deve inoltre essere coerente con le prescrizioni del sistema d’esodo e con il piano di emergenza.

La conformità, quindi, coinvolge architettura, configurazione, disponibilità del servizio, procedure operative, manutenzione e integrazione con gli altri impianti.

Il caso IRCCS Galeazzi – Sant’Ambrogio

Un riferimento concreto è il progetto realizzato da Commend per l’IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio del Gruppo San Donato.

La soluzione utilizza il Software Intercom Server VirtuoSIS e tecnologia IP. L’installazione comprende 143 spazi calmi con terminali Y-WS201SOSVI conformi alla EN 62820-3-2, 166 accessi a reparti e locali tecnici, 67 terminali per locali medici, 16 colonnine SOS per i parcheggi del pronto soccorso, 47 terminali operatore, 40 sistemi interfonici da sportello e 29 client interfonici su PC. Sono presenti anche l’interfacciamento con il BMS tramite OPC e 12 SIP trunk verso un server VoIP di terze parti.

La ridondanza del server attraverso la piattaforma di virtualizzazione e la possibilità di collegare in rete altre strutture del gruppo mostrano un aspetto spesso trascurato nella progettazione degli allarmi: l’affidabilità dipende dall’intera architettura, non dal singolo terminale.

Esperienze europee confermano la stessa impostazione. Al Kantonsspital Baden, in Svizzera, Commend ha realizzato un sistema IP che gestisce comunicazioni di accesso, parcheggi e ambienti medicali, comprese otto sale operatorie. All’Elisabeth-TweeSteden Hospital di Tilburg, nei Paesi Bassi, la piattaforma è stata utilizzata nella riqualificazione delle sale operatorie per comunicazione hands-free, allarmi, annunci, chiamate ascensore e integrazione con l’impianto esistente.

Dall’allarme alla gestione dell’emergenza

Un sistema di allarmi per ospedali efficace deve fare qualcosa di più preciso che segnalare un problema: deve trasformare ogni evento in un’informazione contestualizzata e indirizzarla rapidamente verso chi è in grado di intervenire.

Centralizzare interfonia, chiamate SOS, diffusione sonora e integrazioni con BMS, VoIP, CCTV e controllo accessi permette di costruire procedure nelle quali il personale riceve immediatamente origine, priorità e contesto dell’allarme. La stessa infrastruttura può essere adattata ai protocolli della struttura e ampliata quando cambiano reparti, procedure o requisiti di sicurezza.

È questa capacità di mantenere la comunicazione disponibile, intelligibile e coerente con le procedure operative che distingue un semplice insieme di dispositivi da un sistema di comunicazione d’emergenza progettato per un ospedale.